Inquinamento da navi e sostenibilità: una questione ineludibile.

Inquinamento da navi e sostenibilità: come dimostrato dalla comunità scientifica e come puoi vedere con i tuoi occhi dal progetto Google Earth Engine si tratta di una questione ineludibile, non più rimandabile.

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  • La sostenibilità ambientale come si concilia con il trasporto marittimo?
  • Quali misure sono state adottate per arginare il problema dell’inquinamento prodotto dalle navi?

Come è intuibile, sono tematiche complesse, affrontate dagli esperti del settore considerando vari livelli normativi, dal diritto internazionale fino al diritto comunitario e nazionale.

Ho trattato il tema dell’inquinamento da navi e della sostenibilità in modo sintetico perché la produzione scientifica giuridica sull’argomento è copiosa ed estremamente dettagliata.

I concetti di sostenibilità e di sviluppo sostenibile.

Quando si parla di sostenibilità, ci si riferisce agli effetti generati da un fenomeno o da un processo e alla sua attitudine ad essere mantenuto indefinitamente ad un determinato livello.

Connesso al concetto di sostenibilità vi è quello di sviluppo sostenibile, che è stato definito nel noto rapporto “Our Common Future” del 1987, approvato dall’assemblea Generale delle Nazioni Unite (c.d. rapporto Brundtland) come “uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”.

In base a questa impostazione, pertanto, qualsiasi processo di sviluppo deve manifestarsi in modo da apportare beneficio (o, almeno, da non pregiudicare tale possibilità) sia alla generazione presente che a quelle future.

In sintesi, tutto ruota attorno all’impatto che determinate attività producono sul contesto e sulle prospettive di benessere e di progresso della collettività. Come ad esempio lo sfruttamento e la gestione delle risorse e lo sviluppo demografico, tecnologico ed economico.

Si tratta di una sfida con implicazioni non solo giuridiche ma anche economiche e sociali e che richiede di essere affrontata a partire dai fenomeni che generano gli squilibri.

Abbiamo necessità di uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

La convenzione quadro delle Nazioni Unite (conferenze UNFCCC).

La prima risposta da parte della comunità internazionale sulla questione della sostenibilità ambientale e del controllo delle emissioni di gas ad effetto serra in generale, anche quelle generate dal trasporto marittimo, è costituita dalla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

Le Conferenze delle parti firmatarie (COP) solitamente si svolgono con cadenza annuale.

Come è stato evidenziato dalla giurista Francesca Salerno, che ha scritto un interessante articolo sull’inquinamento atmosferico da navi, pubblicato sulla rivista Il Diritto Marittimo – fasc. 4, 2016, la Convenzione UNFCCC ha il difetto di non porre limiti obbligatori di emissioni e non contiene alcuna misura legalmente vincolante.

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Il Protocollo di Kyoto.

Maggiore rilievo ha assunto il Protocollo di Kyoto del 1997, indetto in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che contiene obiettivi vincolanti e specifici in relazione alla limitazione dei gas ad effetto serra.

L’accordo di Doha.

Nel 2012 è stato siglato l’accordo di Doha, che ha apportato un emendamento al Protocollo di Kyoto prevedendone l’estensione sino al 2020. Su tale accordo, ad oggi, hanno depositato i previsti strumenti di accettazione, 166 Parti contraenti, tra le quali anche l’Unione Europea e l’Italia.

La Conferenza di Parigi.

Un ulteriore passo in avanti è stato infine compiuto durante la Conferenza sul clima di Parigi del 2015, COP 21, firmato il 22 aprile 2016 e nel quale le delegazioni hanno definito un piano d’azione per limitare il riscaldamento globale e la correlata diminuzione delle emissioni. 

È il primo accordo universale e giuridicamente vincolante in materia di clima mondiale. La ratifica, da parte dell’UE, dell’accordo di Parigi risale al 5 ottobre 2016 (cfr. Decisione UE 2016/590).

L’accordo di parigi riconosce formalmente la necessità urgente di implementare la risposta globale in materia di cambiamento climatico

Conferenze UNFCCC e Unione Europea.

L’Unione Europea è stata in prima linea nello sforzo per raggiungere un accordo globale sul clima: oltre ad aver aderito alla UNFCCC, rientra tra i soggetti firmatari dell’accordo di Kyoto.

In seguito al mancato accordo di Copenaghen del 2009, l’UE si è occupata della costruzione di una coalizione di Stati favorevoli all’introduzione di politiche sulla sostenibilità ambientale e sulla riduzione delle emissioni.

Tali sforzi sono poi sfociati nella conferenza di Parigi e, più in generale, in un approccio normativo volto ad imprimere una svolta verso la riduzione dei gas serra e verso politiche di settore più efficaci.

Trasporto marittimo e sostenibilità: non è solo questione di clima.

Sostenibilità, navigazione, trasporti e turismo: interessi comuni o contrapposti?

Anche il settore del trasporto marittimo è stato investito della questione relativa alla sostenibilità ambientale.  

Gli operatori e gli studiosi da tempo si interrogano sulle migliori soluzioni da adottare per assicurare il contenimento del livello di inquinamento prodotto dal trasporto via mare anche considerando che il trasporto marittimo rappresenta ad oggi un anello fondamentale e irrinunciabile della catena di approvvigionamento globale.

Analoghe considerazioni si possono fare per il settore turistico, in cui la sostenibilità rappresenta lo strumento ideale per sensibilizzare la collettività al rispetto dell’ambiente e del patrimonio storico-culturale.

È stato autorevolmente sostenuto dai giuristi Romanelli – Comenale Pinto, nell’articolo Trasporti, Turismo e sostenibilità ambientale, pubblicato in Diritto dei Trasporti, 2000, p. 659 ss., che le esigenze connesse alla navigazione, al trasporto e al turismo spesso sono in competizione con le necessità legate alla conservazione dell’ambiente.

Si rendono pertanto necessarie azioni e politiche adeguate in materia di inquinamento da navi e sostenibilità.

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Le esigenze connesse alla navigazione, al trasporto e al turismo si trovano frequentemente in competizione con quelle legate alla conservazione dell’ambiente, inducendo ad interrogarsi sulla sostenibilità ambientale di tali attività.

I meccanismi di tutela.

L’impegno profuso per salvaguardare l’ambiente marino e la sostenibilità si è concentrato non solo sulle situazioni che suscitano il maggiore allarme, come ad esempio il trasporto degli idrocarburi e di altre sostanze pericolose, ma anche sull’ambiente – inteso in senso ampio – in cui la navigazione si svolge.

Le norme di carattere “speciale” del diritto della navigazione e del diritto marittimo, coordinate a più livelli, sono state quindi strutturate in modo da offrire una soluzione integrata capace di bilanciare gli obiettivi legati allo sviluppo sostenibile con il perseguimento dei rilevanti interessi economici del settore.

Le misure adottate hanno ricalcato alcuni principi giuridici, quali “polluter pays” o “cuius commoda, eius incommoda”, attraverso i quali si è andata attuando una politica ecologica di carattere preventivo attraverso meccanismi di due tipi:

  • imposizioni di carattere economico volte a incentivare i comportamenti virtuosi e disincentivando quelli non sostenibili;
  • introduzione di un sistema di responsabilità oggettiva, tendenzialmente canalizzata su soggetti mirati e temperata dall’introduzione di limitazioni.

Il sistema così concepito:

  • garantisce un adeguato livello risarcitorio, anche se è capitato che tale copertura non fosse sempre appropriata in caso di danni catastrofici;
  • distribuisce in maniera ragionevole ed equilibrata il carico economico sugli operatori e sulle imprese del settore.

Le principali tipologie di inquinamento da navi.

Come si può intuire, esistono diverse fonti di inquinamento da navi e correlate fattispecie, per ciascuna delle quali (solo per citare i casi principali) esistono discipline specifiche:

  • inquinamento atmosferico generato dalle navi, sia in transito che durante la sosta in porto;
  • fuoriuscita di idrocarburi dalla stiva in cui sono trasportati;
  • altre sostanze nocive e pericolose trasportate dalla nave;
  • carburante fuoriuscito ma destinato alla propulsione della nave e quindi contenuto nei serbatoi;
  • minimizzazione o impedimento del danno ambientale da parte dei soccorritori chiamati in seguito ad un sinistro marittimo (es. collisione);
  • trattamento delle acque di zavorra per impedire che organismi acquatici invasivi alloctoni danneggino le specie marine di altre aree;
  • trattamento degli scafi con vernici antivegetative.

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Fonti

Progetto Google Earth Engine.
https://ilovethisplanet.it/come-stiamo-cambiando-la-terra-google-te-lo-fa-vedere/

Truman State University. http://sustainability.truman.edu/welcome/sustainability-venn-diagram/

Wikipedia.

https://it.wikipedia.org/wiki/Sostenibilit%C3%A0 https://it.wikipedia.org/wiki/Sviluppo_sostenibile https://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_Brundtland

Convenzione Quadro delle Nazioni Unite:

https://unfccc.int/

Kyoto: https://unfccc.int/process-and-meetings/conferences/past-conferences/kyoto-climate-change-conference-december-1997/cop-3;

Doha: https://unfccc.int/process/the-kyoto-protocol/the-doha-amendment ;

Parigi: https://unfccc.int/process-and-meetings/the-paris-agreement/the-paris-agreement

Riferimenti a normativa UE:
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/TXT/?uri=CELEX:32016D0590

https://eur-lex.europa.eu/content/paris-agreement/paris-agreement.html?locale=it

GIURISTI E PUBBLICAZIONI

Francesca Salerno: https://www.uniparthenope.it/ugov/person/1312
Michele Comenale Pinto: https://www.uniss.it/ugov/person/1822
Il Diritto Marittimo: http://www.dirmar.com/index.php/it/sommario-dei-fascicoli/28-sommari-2016/110-iv-2016
Diritto dei Trasporti: http://www.dirittodeitrasporti.it/

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